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03 febbraio 2026

Fondazione MICS: innovazione e competitività per il futuro industriale del Paese

In un contesto industriale sempre più segnato dalla transizione ecologica e dalla necessità di innovare in modo responsabile, la Fondazione MICS si posiziona come uno dei principali motori del cambiamento nel panorama nazionale. Con una rete che unisce università, centri di ricerca e imprese, la Fondazione opera per rendere il Made in Italy un punto di riferimento nella circolarità, nella sostenibilità e nella competitività tecnologica.

A guidare questa visione è Roberto Merlo, Program Research Manager e Direttore Generale della Fondazione MICS, che in questa intervista approfondisce il ruolo strategico dell’organizzazione, il valore del Premio “Futuro Made in Italy” e le opportunità concrete che l’iniziativa offre alle startup impegnate nello sviluppo di soluzioni per l’economia circolare. Un dialogo che mette in luce come ricerca, innovazione e industria possano convergere per costruire un modello di sviluppo più solido, sostenibile e orientato al futuro.

Dott. Merlo, ci spiega cos’è la Fondazione MICS e qual è la sua ambizione?

MICS nasce con una missione precisa: rendere il Made in Italy protagonista della transizione verso un’economia circolare e sostenibile. La nostra rete riunisce università, centri di ricerca e imprese di ogni dimensione, con l’obiettivo di favorire lo sviluppo di tecnologie all’avanguardia e creare un ecosistema per l’innovazione responsabile che sia stabile, in grado di integrare sostenibilità ambientale, competitività industriale e impatto sociale. La Fondazione MICS ha il compito di dare continuità a questa visione, nata sulla spinta del PNRR, offrendo alle aziende strumenti, competenze e partnership per affrontare con successo le sfide della transizione sostenibile.

Qual è il valore strategico del Premio “Futuro Made in Italy” per MICS e per il sistema dell’innovazione circolare in Italia?

Il Premio MICS Futuro Made in Italy si inserisce in modo coerente nella strategia complessiva della Fondazione, che ha come obiettivo quello di rendere strutturale il collegamento tra ricerca, innovazione e sistema produttivo.

Per MICS, il Premio rappresenta uno strumento operativo attraverso cui valorizzare soluzioni ad alto contenuto tecnologico e accompagnarle verso una concreta applicazione industriale, in particolare nelle filiere di punta del Made in Italy. Per il sistema nazionale dell’innovazione, è un’iniziativa che contribuisce a rafforzare un modello di sviluppo fondato su circolarità, competitività e sostenibilità di lungo periodo 

Quale valore distintivo offre questa iniziativa rispetto ad altre call dedicate alle startup, e perché rappresenta un’opportunità rilevante nel panorama dell’economia circolare?

Il valore distintivo del Premio risiede nel suo forte orientamento all’impatto industriale. Non si tratta di una call focalizzata esclusivamente sulla fase ideativa, ma di un’iniziativa progettata per accompagnare soluzioni che abbiano un reale potenziale di integrazione nelle filiere produttive. L’opportunità per le startup consiste nell’accedere a un ecosistema strutturato, in cui il confronto con imprese e centri di ricerca consenta di accelerare i processi di validazione, riducendo la distanza tra sperimentazione e mercato.

In che modo il Premio MICS aiuta le startup a trasformare idee di economia circolare in soluzioni concretamente applicabili nelle filiere industriali?

Il Premio MICS interviene su una delle principali criticità dei percorsi di innovazione: la transizione dall’idea alla sua applicazione concreta. Le startup vengono agevolate nel confronto con le esigenze reali delle filiere industriali, sia in termini tecnologici sia organizzativi. Questo approccio consente di affinare le soluzioni, migliorarne la scalabilità e verificarne l’effettiva sostenibilità economica e ambientale, favorendo un percorso di crescita più solido e coerente con le dinamiche industriali.

Come il Premio sostiene l’evoluzione delle soluzioni circolari verso una maggiore maturità tecnologica e industriale?

Il confronto con competenze scientifiche e industriali consente alle startup di strutturare meglio i propri modelli tecnologici e di business, aumentando la credibilità delle soluzioni nei confronti del mercato e degli investitori. Il Premio contribuisce così a rafforzare il livello di maturità tecnologica delle soluzioni selezionate, favorendo un passaggio progressivo verso una maggiore affidabilità e readiness industriale.

Quanto è importante il dialogo tra ricerca, imprese e innovatori all’interno del Premio, e quale impatto può generare sul territorio e sulle filiere produttive?

Il dialogo in questione rappresenta un elemento centrale dell’impostazione di MICS. È attraverso questo confronto continuo che l’innovazione può generare risultati concreti e duraturi. L’impatto non si limita alle singole startup, ma si estende alle filiere produttive e ai territori, contribuendo alla diffusione di competenze, alla crescita di nuove collaborazioni e al rafforzamento della capacità competitiva del sistema industriale.

Qual è il valore aggiunto della collaborazione tra MICS e il Circular Economy Lab nel rafforzare l’efficacia e la credibilità dell’iniziativa?

La collaborazione con il Circular Economy Lab ha consentito di rafforzare ulteriormente la qualità e la solidità del Premio.  Abbiamo integrato competenze scientifiche, capacità di analisi e una visione sistemica dell’economia circolare: elementi fondamentali per valutare le soluzioni in modo rigoroso. Questa sinergia ha contribuito a garantire un approccio metodologico solido e trasparente, rafforzando la credibilità dell’iniziativa e assicurando che le soluzioni selezionate rispondano a criteri di impatto reale e misurabile.